1. Finanziamenti della campagna
Perché avete chiesto soldi ai cittadini? Non è un modo elegante per farvi finanziare la campagna?
Le donazioni sono arrivate da cittadini, spesso famiglie che vivono fuori, che ci hanno chiesto spontaneamente come sostenere le attività pubbliche che stiamo portando avanti. Abbiamo semplicemente messo a disposizione uno strumento trasparente, previsto dalla legge, che permette a chi lo desidera di contribuire in modo chiaro e tracciabile. È un atto di partecipazione, non un obbligo.
2. Rapporto con il PD
Dici che non ti sei alleato col PD, ma nei fatti sei diventato il loro frontman. Non è solo un’operazione di riciclo politico?
Il percorso che ha portato alla candidatura è stato condiviso da un’area politica ampia, che ha scelto di convergere su una proposta civica e rinnovatrice. Non si tratta di un’alleanza personale, ma di un processo collettivo che ha coinvolto gruppi, associazioni e sensibilità diverse. L’obiettivo è stato ricostruire uno spazio politico che necessitava di nuova energia e di un metodo più partecipato. È un progetto che nasce dal territorio, non da logiche di apparato.
3. Lavoro fuori sede
Come puoi pretendere di amministrare un Comune se lavori a Bari? Non rischiamo un sindaco assente, presente solo a intermittenza?
Lavoro a Bari da molti anni e, parallelamente, ho svolto il ruolo di consigliere comunale con continuità, presenza e senso delle istituzioni. La normativa nazionale prevede che il ruolo di sindaco sia esercitato a tempo pieno, con strumenti che consentono di conciliare incarichi e responsabilità. Molti cittadini del nostro territorio vivono o lavorano fuori sede: è una condizione ordinaria, non un limite. La questione emerge oggi in modo strumentale, ma la mia storia amministrativa dimostra che l’impegno non è mai mancato.
4. Apparentamenti al ballottaggio
Se finite al ballottaggio, con chi vi accordate? O preferite non dirlo per non scontentare nessuno?
La posizione è chiara: non sono previsti apparentamenti. L’esperienza amministrativa locale mostra che gli accordi costruiti all’ultimo minuto non hanno garantito stabilità né efficacia. Un mandato deve poggiare su un consenso diretto e trasparente, non su compromessi post‑elettorali. La coerenza istituzionale richiede che la guida del Comune sia fondata su un rapporto diretto con i cittadini.
5. Leadership e autonomia
Molti dicono che tu sia facilmente influenzabile e che dietro di te ci siano figure esperte pronte a dirigerti. Come puoi garantire autonomia?
Il percorso amministrativo svolto negli ultimi undici anni testimonia una crescita costante e autonoma. L’ingresso in consiglio, il consolidamento del consenso e il sostegno ricevuto da una parte significativa della comunità sono il risultato di un lavoro personale, non di spinte esterne. Le istituzioni richiedono capacità di ascolto, competenza e indipendenza: qualità che ho dimostrato nel tempo e che continuerò a mettere al servizio della comunità.